Quando si parla di capelli, termini come cuticola, cheratina e corteccia compaiono spesso sulle confezioni dei cosmetici. Sono parole corrette, ma descrivono parti diverse di una struttura molto più complessa di quanto si possa pensare. Comprendere come è fatto un capello permette di distinguere ciò che riguarda la superficie del fusto da ciò che avviene nel follicolo, sotto la pelle. È anche un modo utile per interpretare con maggiore precisione i messaggi sulla cura dei capelli.
Il fusto e il follicolo non sono la stessa cosa
La parte visibile del capello si chiama fusto. È un filamento composto prevalentemente da proteine strutturali, soprattutto cheratine, insieme a lipidi, acqua e pigmenti in proporzioni variabili. Le cellule che compongono il fusto sono già cheratinizzate: non sono tessuto vivo capace di ripararsi autonomamente come fa la pelle. Quando un’estremità è sfibrata o spezzata, non può quindi rigenerarsi per proprio conto.
Il follicolo pilifero, invece, è una struttura vivente situata nella cute. Ospita le cellule responsabili della produzione della fibra e partecipa al ciclo di crescita. Questa distinzione è essenziale: un trattamento cosmetico applicato sul fusto può modificarne l’aspetto, la pettinabilità o l’attrito, ma non equivale a un intervento biologico sul follicolo.
Cuticola: il rivestimento esterno
La cuticola è lo strato più esterno del fusto. È formata da cellule appiattite e sovrapposte, disposte in modo simile a piccole tegole. Costituisce una barriera che contribuisce a proteggere la parte interna della fibra dalle aggressioni meccaniche e ambientali. La sua integrità influenza la sensazione tattile, la facilità con cui si districano i capelli e il comportamento della superficie alla luce.
Quando le cellule cuticolari sono più irregolari, consumate o sollevate, aumenta generalmente l’attrito tra i fili; possono comparire nodi, maggiore ruvidità e una diversa riflessione della luce. Non bisogna però confondere questi fenomeni con una diagnosi di patologia del cuoio capelluto. Un capello dall’aspetto opaco non dimostra, da solo, una carenza nutrizionale.
Corteccia: dove si trova gran parte della massa del capello
Sotto la cuticola si trova la corteccia, o cortex. È la componente principale del fusto per volume e contribuisce in misura determinante alle proprietà meccaniche del capello. Al suo interno sono organizzate proteine cheratiniche e strutture associate che permettono alla fibra di sopportare, entro certi limiti, trazione e deformazione.
La corteccia contiene anche gran parte dei pigmenti responsabili del colore naturale. Forma, distribuzione e quantità dei pigmenti influenzano la tonalità osservata. Il colore non dipende semplicemente da una vernice superficiale: è legato all’organizzazione del materiale presente nel fusto, a cui si aggiungono gli effetti ottici della luce.
Il diametro della fibra, la sua geometria e le caratteristiche interne possono variare molto fra individui e anche fra capelli della stessa persona. Per questo due chiome con il medesimo numero di capelli possono apparire differenti per volume e densità visiva.
Midollo: la regione centrale non sempre presente
Al centro di alcuni fusti si può osservare il midollo, chiamato anche medulla. È una regione meno compatta rispetto alla corteccia e non è sempre continua o chiaramente identificabile, soprattutto nei capelli più fini. La sua presenza e la sua organizzazione sono variabili: non è corretto usare la semplice assenza di midollo come prova che un capello sia malato.
Lo studio della struttura tridimensionale della fibra è un campo di ricerca vero e proprio. Una pubblicazione scientifica ad accesso aperto, The structure of people’s hair, descrive cuticola, corteccia e midollo e mostra come i diversi livelli di organizzazione della fibra possano essere analizzati mediante tecniche fisiche e microscopiche.
Che cosa succede quando il capello viene bagnato?
L’acqua interagisce con i componenti della fibra e ne modifica temporaneamente alcune proprietà fisiche. Un capello bagnato può allungarsi e deformarsi in modo diverso rispetto a uno asciutto. Durante la manipolazione, specialmente quando ci sono nodi, la combinazione di trazione e attrito può contribuire alla rottura. Per questo districare delicatamente, senza strattoni e senza sfregamenti energici, è una precauzione ragionevole.
Non significa che l’acqua sia di per sé dannosa. Lavare i capelli rientra nella normale igiene personale; sono le modalità di trattamento, le caratteristiche della fibra e l’eventuale ricorso ripetuto a procedure aggressive a influenzare il risultato cosmetico.
Calore, spazzole e trattamenti chimici: quali parti coinvolgono?
Asciugatura ad alte temperature, strumenti riscaldanti e alcuni trattamenti chimici possono modificare la superficie e le proprietà meccaniche del fusto. L’entità dell’effetto varia in funzione della temperatura, della durata, del tipo di trattamento e dello stato iniziale del capello. Una fibra già indebolita da precedenti lavorazioni può comportarsi diversamente da una fibra non trattata.
La prevenzione dei danni cosmetici è diversa dal trattamento di un problema di crescita dei capelli. Una fibra spezzata lungo la lunghezza si riconosce in modo diverso da un capello intero che cade con il suo caratteristico bulbo telogen. Tuttavia osservare un solo capello non basta per formulare una diagnosi: perdita abbondante, diradamento progressivo o alterazioni del cuoio capelluto vanno valutati da un dermatologo.
Cheratina nei cosmetici e cheratina prodotta dal corpo
La cheratina è spesso citata nei prodotti per capelli, ma la presenza della parola su un’etichetta non dimostra che il prodotto ricostruisca biologicamente il fusto né che stimoli la crescita follicolare. Alcune formulazioni possono modificare temporaneamente la percezione della superficie della fibra: occorre distinguere questo risultato cosmetico da un effetto clinico sulla crescita.
Allo stesso modo, assumere proteine o un singolo nutriente in più non rende automaticamente più resistente un capello in chi non presenta una carenza. Le esigenze nutrizionali dipendono dalla situazione individuale; l’associazione fra un nutriente e una normale funzione fisiologica non autorizza a promettere ricrescita o cura dell’alopecia.
Integratori per capelli: come leggere correttamente i claim
In Europa, le indicazioni sulla salute relative agli alimenti e agli integratori seguono regole specifiche. Il Regolamento (UE) n. 432/2012 contempla, fra le altre, indicazioni secondo cui biotina, zinco e selenio contribuiscono al mantenimento di capelli normali, nel rispetto delle condizioni d’uso previste per ciascun nutriente. Non è la stessa cosa di affermare che prevengano ogni caduta, facciano ricrescere i capelli o curino una malattia.
La formulazione conta: la presenza nominale di un ingrediente non è sufficiente a dimostrare che il prodotto finito rispetti le condizioni per utilizzare una determinata indicazione. Occorre controllare quantità, dose giornaliera dichiarata e quadro normativo applicabile. I claim autorizzati non vanno interpretati come una diagnosi di deficit né come una garanzia di risultato estetico.
Tre domande utili davanti a una promessa sui capelli
Il messaggio riguarda il fusto o il follicolo? Lucentezza, pettinabilità e morbidezza descrivono principalmente caratteristiche cosmetiche della fibra esposta. Crescita e ciclo follicolare sono fenomeni biologici differenti.
Si parla di mantenimento di capelli normali oppure di trattamento della perdita? Sono affermazioni di portata diversa. Non basta sostituire una parola per rendere equivalente il livello di prova richiesto.
Qual è la fonte? Per i meccanismi strutturali è utile consultare letteratura scientifica sulla fibra; per un’indicazione nutrizionale serve inoltre verificarne l’effettiva autorizzazione e le condizioni d’uso nel registro europeo.
Una distinzione pratica da ricordare
Cuticola, corteccia e midollo descrivono il fusto del capello. Il follicolo, situato nella cute, ne produce la fibra e segue un proprio ciclo biologico. Capire dove avviene un fenomeno evita di attribuire a un cosmetico o a un integratore capacità non dimostrate. Il modo più utile di prendersi cura dei capelli parte da informazioni corrette, aspettative realistiche e, quando serve, una valutazione medica.
Fonti e approfondimenti
- Yang F. e colleghi, The structure of people’s hair, PeerJ, 2014, studio open access sulla struttura della fibra.
- Regolamento (UE) n. 432/2012, elenco delle indicazioni sulla salute consentite e relative condizioni.
- Fotografia editoriale: Lucas Doddema, Unsplash, utilizzata nel rispetto della licenza Unsplash.

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